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Cocciniglia tartaruga del pino (Toumeyella parvicornis)

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T. parvicornis; effetto collaterale da emissione di melata; insediamento fumaggine sui getti dell’anno (foto E. Chiarot)
T. parvicornis; cingolo di femmina adulta (foto E. Chiarot)
T. parvicornis; cingolo di femmina adulta ribaltato con presenza dell’ovatura, nella fase di schiusa (foto E. Chiarot)

T, parvicornis (cocciniglia tartaruga) è un insetto originario del Nord America e Isole Caraibiche giunto nei nostri areali (nel napoletano, 2012) la cui diffusione nel territorio della Capitale è stata dapprima segnalata nel quadrante sud ovest per poi estendersi a macchia di Leopardo.

Attualmente le zone di presenza sono: Infernetto, Torrino, Axa, Villaggio Azzurro,C. Colombo, Eur, Laurentino, Ciampino, Villa Pamphili con segnalazioni a Tor di Quinto.

L’infestazione è stata riscontrata prevalentemente su Pinus pinea, dove l’attività trofica (tramite l’apparato pungente succhiante, l’insetto si nutre di linfa), provoca un forte indebolimento degli esemplari arborei che appaiono languidi, clorotici, talora senza emissione di nuovi germogli.

La copiosa emissione di melata e di gocce di resina, provocano lo sviluppo di fumaggini, con copertura di aghi e rami. Di conseguenza, nelle zone verdi, è fortemente ridotta la capacità fotosintetizzante da parte della conifera. Un danno “collaterale” è l’imbrattamento delle superfici a terra rendendo l’asfalto e le auto in sosta appicciose.

Se il vostro pino è nero e si imbrattano di sostanza appiccicosa che si può confondere con la resina le superfici sottostanti il vostro pino è colpito da questo insetto.

La cocciniglia presenta diverse generazioni l’anno; la femmina e ovovivipara per cui, dopo la fecondazione, le uova rimangono protette dal cingolo materno. Da uova piccole, rosso-giallastre, emergono le neanidi (N1) che sono le uniche forme mobili (dotate di zampe), in grado di spostarsi (femmina) o volare (maschio) sulla chioma ovvero trasportate dal vento, su altri esemplari. Il nome “cocciniglia tartaruga” deriva dalla tipica colorazione striata del cingolo femminile che ricorda il carapace di una testuggine.

Il ciclo uovo-adulto ha una durata di circa due mesi ma, dai dati di campo si è assistito ad un accavallamento di generazioni con più forme presenti sull’ospite contemporaneamente.

Per quanto riguarda il contenimento, allo stato attuale, siamo in attesa di una Normativa del Servizio fitosanitario della Regione Lazio.

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Al seguente link trovate un interessantissimo articolo dal titolo: “Endotherapic treatment to control Toumeyella parvicornis Cockerell infestations on Pinus pinea L

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